SOSTENITORE DELLA FOLGORE

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venerdì 30 ottobre 2015

DA STAR TREK AL RAGGIO TRAENTE









COME IN ‘STAR TREK’ – Nell’universo di “Star Trek”, la lunga e fortunata saga fantascientifica nata da un’idea di Gene Roddenberry, il ‘raggio traente’ serviva alle navicelle spaziali (tra cui la ‘Enterprise’ del capitano Kirk) e alle stazioni stellari per interagire con giganteschi corpi esterni, catturarli o semplicemente per ‘attraccare’. Ebbene, quello che nella fiction era un fascio di gravitoni lineari è diventato oggi realtà, sebbene su presupposti scientifici diversi.

Uno studio portato avanti congiuntamente da una équipedi scienziati delle Università britanniche di Bristol e del Sussex ha, infatti, messo a punto un dispositivo capace di afferrare e muovere a distanza oggetti di piccole dimensioni. A differenza del ‘raggio traente’, questa tecnologia sfrutta invece le onde sonore, vale a dire le vibrazioni che si propagano nell’aria senza tuttavia ricorrere al contatto fisico.






COME FUNZIONA? –Sebbene le tecniche degli oggetti tramite i fasci ottici esistano fin dal 1970, questa è la prima volta che si è riusciti a spostare degli oggetti, sebbene a livello microscopico, verso la sorgente di luce. Insomma, una scoperta degna di Montgomery Scott, l’ingegnere capo dell’Enterprise, anch’egli di origini scozzesi, tra l’altro!

I ricercatori dell’Università di St. Andrew e dell’Institute of Scientific Instruments (ISI)della Repubblica Ceca hanno trovato un modo per generare un campo ottico speciale capace di invertire in modo efficiente la pressione della radiazione luminosa sugli oggetti. La nuova tecnica potrebbe avere sviluppi molto importanti nel campo della medicina e della chirurgia.

Normalmente, quando luce e materia interagiscono, l’oggetto solido riceve una spinta dal fascio di luce, dovuta all’impatto con i fotoni. La forza della radiazione luminosa fu identificata per la prima volta nel 1619 da Johannes Keplero, che se ne rese conto osservando che la coda delle comete andava in direzione opposta al sole. Negli ultimi anni, i ricercatori si sono resi conto che, sebbene il fenomeno si presenti nella maggior parte dei casi, vi sono particolari condizioni in cui questa forza può essere invertita.

Individuando e ricreando queste condizioni, il gruppo di ricerca ceco-scozzese è riuscito a dimostrare la possibilità concreta di invertire il moto degli oggetti investiti dal fascio di luce, prospettando una serie di interessanti applicazioni fotoniche biomediche e, forse un giorno lontano, anche utilizzi nello spazio cosmico.







LE APPLICAZIONE FUTURE – “Le applicazioni pratiche potrebbero essere molteplici. Il raggio traente è capace di agire su specifiche particelle che compongono una miscela”, spiega il dottor Tomas Cizmar, dell’Università di St. Andew. “Potrebbe essere utilizzato per separare i globuli bianchi nel sangue, per esempio”.

“Tutta la squadra ha impiegato diversi anni su questo studio”, aggiunge il prof. Zemanek dell’ISI. “Sono fiero che i nostri risultati siano stati riconosciuti dalla comunità scientifica. Non vedo l’ora di eseguire nuovi esperimenti e applicazioni. Si tratta di un momento molto emozionante”.

Nel corso dell’esperimento, i ricercatori hanno infatti utilizzato 64 micro-casse, posizionandole su una superficie piana e, sfruttandone il giusto mix di onde sonore, hanno convogliato le vibrazioni verso un elemento definito. In questo modo non solo sono riusciti a spostarlo, ma anche a manipolarlo a distanza e tenerlo sospeso in aria. Ovviamente, in attesa che questo ‘raggio’ venga messo a punto, non ci si può aspettare che riesca a spostare anche oggetti della lunghezza maggiore di pochi millimetri. Tuttavia, le applicazioni che in futuro questa tecnologia potrebbe permettere sono variegate: a partire dalla chirurgia (spostando capsule o altri elementi di grandezza infinitesimale all’interno del corpo umano) fino ad arrivare all’ambito della chimica al fine, stando agli autori della ricerca, di ‘unire delle molecole purissime tra di loro’. E, chissà, magari un giorno potrebbe permettere anche di realizzare il ‘tractor beam’ tanto caro ai fan di ‘Star Trek'







Fonte WEB


Lince