SOSTENITORE DELLA FOLGORE

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sabato 19 settembre 2015

John Lennon - da Imagine no religion a You saved my soul. Storia di una conversione



20 giorni prima di essere assassinato John Lennon compose due ultimi brani che dimostrano come abbia mostrato uno stretto ed evidente rapporto con Dio…

Molto è stato scritto sulla vena anticlericale o anticristiana del leader dei Beatles, ma la realtà dei fatti è che 20 giorni prima di essere assassinato compose due ultimi brani che dimostrano come John Lennon abbia mostrato uno stretto ed evidente rapporto con Dio. Il cantante morì l’8 dicembre e nel brano “Help me to help myself” (Aiutami ad aiutare me stesso) registrato il 10 novembre e in “You saved my soul” (Tu hai salvato la mia anima) datata 14 novembre, non solo chiedeva aiuto “al Signore ” ma assicurava che mai si era separato da Lui.

Inoltre, questi brani ci svelano come il vero Amore lo abbia salvato da due tentativi di suicidio.

Abbandonando ciò che è frivolo

Anni prima, il compositore aveva scritto che non credeva in Gesù e che anzi i Beatles erano più famosi di Lui; poi ritrattò, ma non si sa se lo fece per ragioni commerciali o per vera convinzione. Tuttavia, la sua nuova spiritualità è stata dimostrata non solo dai riferimenti espliciti presenti in queste canzoni, ma anche dalla reazione di Yoko Ono di fronte a questa nuova situazione.

Come riportato dal critico musicale Julián Ruiz in un articolo pubblicato sul quotidiano El Mundo e sul sito web Plasticos y Decibelios, la sua compagna nascose per 30 anni queste ultime canzoni perché erano la confessione del fatto che “in quei giorni, Lennon si era avvicinato a Cristo e voleva frequentare la Chiesa”. “John ha intrapreso un brutto cammino, sbagliato”, diceva Yoko Ono, che veniva chiamata “Madre”.

Amore di Dio, non degli uomini

“You saved my soul”, apparentemente una canzone d’amore per Yoko, si rivela in realtà una confessione. Fu il vero Amore infatti a salvare la sua anima e ad evitare che si suicidasse in due occasioni. Il cantante di Liverpool ringrazia per questo. Si può capire facilmente il perché sia stata nascosta la parola “Madre”: la canzone, infatti, non lascia spazio ad ambiguità o interpretazioni sul momento spirituale che stava attraversando il compositore. “Help me to help myself” è una vera e propria preghiera di penitenza, con un misterioso carattere premonitore. Invoca il perdono e chiede al Signore di aiutarlo ad esprimere quanto sia duro continuare a vivere.


“Il fondatore dei Beatles non stava attraversando il suo momento migliore perché aveva realizzato tragicamente che nessuno dei brani del suo ultimo album, Double Fantasy, aveva attirato l’interesse della critica, ancor meno quello del pubblico”, sostiene Ruiz. In un altro brano che Yoko non volle pubblicare, Dear John, il fondatore del quartetto di Liverpool dà voce alla consapevolezza di essere ormai al capolinea al livello artistico.

Insieme a Dio, contro il diavolo

Tornando ad “Help me to help myself”, Lennon scrive di essere continuamente perseguitato dall’angelo della distruzione, un chiaro riferimento al diavolo. La canzone è piena di domande e dialoghi con Dio, al quale si rivolge per chiedere aiuto chiamandolo “Signore”. La sua accettazione del Signore si fa indubbia quando, nel mezzo del luogo desolato in cui dice di trovarsi, Lennon afferma che, nonostante tutto, sa in cuor suo che non si era mai separato da Dio.


“Well, I tried so hard to stay alive/

But the angel of destruction keeps on houndin´ me all around/

But I know in my heart/

That we never really parted, Oh no”.

[“Beh, ho provato duramente a restare vivo/

ma l’angelo della distruzione continua a perseguitarmi ovunque/

ma so nel mio cuore/

che non ci siamo mai veramente separati, oh no”]


Solamente alla fine, circa dieci anni fa, Yoko Ono decise di includere questa canzone nella nuova edizione dell’album.

Nella seconda parte della canzone, il famoso leader dei Beatles afferma che, nel profondo del suo cuore, non era mai stato soddisfatto.

Quindi chiede aiuto a Dio poiché di Lui si dice che aiuta coloro che vogliono aiutarsi. Lennon affida questa speranzosa richiesta alla bontà di Dio.


“They say the Lord helps those who helps themselves,/

So I´m asking this question in the hope that you´ll be kind/

´Cause I know deep inside/

I was never satisfied”.


[Dicono che il Signore aiuta chi aiuta se stesso/

così ti faccio questa richiesta nella speranza che tu sia magnanimo/

perché so nel profondo/

che non sono mai stato soddisfatto]

Pochissimi tra coloro che hanno contribuito a costruire l’aura di leggenda che avvolge la vita e la carriera artistica di Lennon hanno fatto riferimento a questo testamento spirituale.

Sono melodie e parole che si accordano con la visione del mondo del compositore di Imagine.


Testo di “Help me to help myself”

Well, I tried so hard to stay alive

But the angel of destruction keeps on houndin´ me all around

But I know in my heart

That we never really parted.. Oh no…

They say the lord helps those who helps themselves,

So I´m asking this question in the hope that you´ll be kind

´Cause I know deep inside

I was never satisfied, Oh no…

Lord, help me, Lord

Lord help now

Please, help me, Lord, yeah, yeah

Help me to help myself,

Help me to help myself.



Fonte Papaboys









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