SOSTENITORE DELLA FOLGORE

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venerdì 18 settembre 2015

Il Papa alla Specola: la Chiesa promuove autentica scienza



Nel contesto del dialogo interreligioso, oggi più urgente che mai, la ricerca scientifica sull’universo può offrire una prospettiva condivisa da credenti e non credenti: è quanto ha sottolineato Papa Francesco nel discorso ai partecipanti al Simposio della Specola vaticana, che si conclude oggi. L'istituzione scientifica, che festeggia 80 anni di vita, da oggi ha un nuovo direttore: il gesuita Guy Joseph Consolmagno, membro della Specola e presidente della Vatican Observatory Foundation. Il servizio di Fausta Speranza:

“La Chiesa e i suoi pastori abbracciano, incoraggiano e promuovono l’autentica scienza”: questo il messaggio di Papa Francesco, che ribadisce l’importanza del dialogo tra scienza e religione. Francesco ricorda in questo senso l’insegnamento di Leone XIII, per poi far riferimento ai più vicini predecessori: di Giovanni Paolo II riporta la raccomandazione:

“Ciò che è importante è che il dialogo deve continuare e progredire in profondità e in ampiezza”.

E ancora l’affermazione di Benedetto XVI ai padri dell’ultima Congregazione Generale della Compagnia di Gesù, che da sempre guida la Specola: la Chiesa - diceva Benedetto - ha urgente bisogno di religiosi che dedichino la loro vita a stare proprio sulle frontiere tra la fede e il sapere umano, la fede e la scienza moderna.

Urgente dialogo tra credenti e non credenti
Dunque, Papa Francesco sottolinea innanzitutto l’importanza di tutto questo nel contesto del dialogo interreligioso, “oggi più urgente che mai”:

“La ricerca scientifica sull’universo può offrire una prospettiva unica, condivisa da credenti e non credenti, che aiuti a raggiungere una migliore comprensione religiosa della creazione”.

Il Papa ricorda le Scuole di Astrofisica, che la Specola ha organizzato negli ultimi trent’anni, definendole “una preziosa opportunità in cui giovani astronomi di tutto il mondo dialogano e collaborano nella ricerca della verità”. Una raccomandazione:

“E’ molto importante che voi condividiate il dono della vostra conoscenza scientifica dell’universo con la gente”.

L'universo è un linguaggio dell'amore di Dio
Raccomandazione che meglio si coglie alla luce della convinzione che papa Francesco stesso ha espresso nell’Enciclica Laudato Sì e ripete oggi alla Specola: “L’universo è qualcosa di più che un problema scientifico da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode”. E ancora: “Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi”.

Francesco ricorda che “con la rifondazione della Specola a Castel Gandolfo, Pio XI stabilì anche che la sua gestione fosse affidata alla Compagnia di Gesù”. “In tutti questi anni - dice - gli astronomi della Specola hanno percorso cammini di ricerca, cammini creativi, seguendo le orme degli astronomi e matematici gesuiti del Collegio Romano, dal padre Cristoph Clavius al padre Angelo Secchi, passando dal padre Matteo Ricci e tanti altri”. E cita le parole con le quali Pio XI iniziava il suo discorso il 29 settembre 1935, quando inaugurò la Nuova Specola: “Deum Creatorem venite adoremus”. Sono parole che restano incise nel marmo sul muro di una delle cupole dei telescopi nella Residenza Papale di Castel Gandolfo.

La Specola Vaticana continui il suo cammino di scienza e fede
L’omaggio del Papa per l’impegno della Specola:

“In spirito di gratitudine al Signore per la testimonianza di scienza e fede che i membri della Specola hanno reso in questi decenni, vorrei incoraggiarvi a continuare il cammino con i vostri colleghi, e con quanti condividono l’entusiasmo e la fatica dell’esplorazione dell’universo. È un viaggio che fate anche in compagnia degli impiegati della Specola, di benefattori e amici, e di tante persone di buona volontà. Sì, tutti siamo in viaggio verso la casa comune del cielo, dove potremo leggere con gioiosa ammirazione il mistero dell’universo”.


Fonte Radio Vaticana