SOSTENITORE DELLA FOLGORE

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venerdì 8 maggio 2015

I cristiani non si dividano sulle questioni etiche


















Il Papa ricorda dunque, riprendendo il Decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, che “la divisione tra i cristiani danneggia la santissima causa della predicazione del vangelo ad ogni creatura”:







“Questo appare evidente, ad esempio, quando le Chiese e le Comunità ecclesiali in Europa presentano visioni diverse su importanti questioni antropologiche o etiche. Auspico pertanto che non manchino e siano fruttuose le occasioni di riflessione comune, alla luce della Sacra Scrittura e della condivisa tradizione”.







No a legislazioni che impediscono di esprimersi con libertà




Guardando insieme a Gesù Cristo, soggiunge, “possiamo trovare risposte comuni alle domande che la società contemporanea pone a noi cristiani”. Quanto “più saremo vicini a Cristo – ribadisce – tanto più saremo uniti tra di noi”. E mette l’accento sulle sfide nuove e decisive che si trovano ad affrontare le Chiese e le comunità ecclesiali in Europa:







“Penso, per esempio, alla sfida posta da legislazioni che, in nome di un principio di tolleranza male interpretato, finiscono con l’impedire ai cittadini di esprimere liberamente e praticare in modo pacifico e legittimo le proprie convinzioni

Promuovere valori cristiani, dignità donna e riconciliazione nazionale
In questo dinamismo che è proprio della Chiesa del Mali, occorre - ha indicato il Papa - radicare i valori della famiglia cristiana in un contesto sociale marcato dai divorzi e dalla poligamia e promuovere la condizione e il ruolo della donna nella società, combattendo abusi e violenze, ricordandosi che Gesu “ha voluto nascere da una donna, la Vergine Maria”. Indispensabile inoltre una sinergia tra le Chiesa locali ispirata dalla carità e dall’unità, necessarie per essere credibili anche nel dialogo con le altre fedi. Infine l’incoraggiamento di Francesco ai vescovi del Mali a proseguire nell’opera di “promozione umana”, rivolta in particolare ai giovani, svolta senza distinzione etnica o religiosa, ispirata alla cultura della solidarietà e dell’accoglienza, specie per fronteggiare le violenze e favorire “un’autentica riconciliazione nazionale”.












Fonte : Radio Vaticana