SOSTENITORE DELLA FOLGORE

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lunedì 6 aprile 2015

IL DOLORE DELL'ELEFANTINO ROI E DI ALTRI PACHIDERMI

Sappiamo che ogni 15 minuti un elefante muore a causa del prelevamento delle zanne d'avorio. Nel Parco Nazionale di Garamba, della Repubblica democratica del Congo, ne è stata fatta una carneficina.
L'IFAV, Fondo internazionale per il benessere degli animali riferisce di 68 elefanti uccisi in due mesi, e di altri 30 in poco più di due settimane.
Tutte vittime innocenti solo per l'avorio, che in questo modo è facile da accaparrarsi. Il fatto è che purtroppo ci sono solo 150 ranger che devono pattugliare oltre 12949.94 km² del parco. Così i suoi 1.700 elefanti sono diventati facile bersaglio per bracconieri e militanti armati.
Vengono dall'Uganda, dal Sudan e dal Congo e ora anche da fuori.
Il bracconaggio e la vendita dell'avorio illegale serve loro per comprare cibo, ma anche armi e munizioni. A volte gli uomini armati di fucili hanno attaccato gli animali da elicotteri, mentre altri a terra , con delle motoseghe tagliavano loro le zanne. Il prezzo del mercato nero dell'avorio in Asia, dove ill prodotto arriva, varia fra 1.000 e 1.300 dollari per libbra.
Una sola zanna a seconda delle dimensioni,può arrivare a valere da 20.000 e 175.000. In Africa, invece, a volte vengono solo cedute in cambio di munizioni e una sola zanna può valere 18.000 proiettili.
Paesi come Ciad, Camerun e Repubblica Democratica del Congo, che hanno popolazioni di elefanti sotto minaccia fortissima di bracconaggio per il loro avorio, ancora non danno segni di alcun progresso nemmeno per rallentare la strage di questi maestosi bellissimi animali.

Una triste storia come esempio, arriva dalle pianure del Masai Mara National Reserve, in Kenya ed è quella di un giovane elefantino che rimane immobile, davanti al corpo della sua mamma senza neppure voler staccare la sua piccola proboscide dalla schiena materna. Però purtroppo la mamma è stata avvelenata dai bracconieri che con una lancia l' hanno colpita in testa.
Il piccolo, che così non può più bere il latte della mamma, rischiando di morire ha bisogno di essere salvato subito. Il branco che lentamente inizia ad allontanarsi, induce l'elefantino a seguire un'altra madre che ha il suo cucciolo da allattare. Il piccolo orfano così cerca di succhiare, ma l'elefantessa dolcemente lo respinge .
Solitamente gli elefanti adottano gli orfani del branco, ma condividendo il latte solo in situazioni in cui non mettano a repentaglio la salute dei propri cuccioli. Fortunatamente, però, viene allertato Richard Roberts, del Mara Elephant Project e può avere inizio così un estremo salvataggio. La matriarca diventata molto protettiva verso l'orfano fa si che i soccorritori fatichino a catturarlo. Ma se pur faticosamente riescono e finalmente il piccolo Roi, così da loro chiamato, può essere portato in un 'orfanotrofio per elefanti.
Le prime settimane dei un giovani cuccioli di elefante orfani sono sempre critiche e non sempre tutti sopravvivono sfortunatamente ,perché la sensazione di dolore e di angoscia che li assale può diventare così forte da portarli letteralmente a lasciarsi morire nel rifiuto totale di cibo o acqua. Roi, invece viene da subito confortato e consolato dagli orfani più anziani del centro, che gli danno l'attenzione e l'amore di cui necessitava.

Marilina Fenice Grassi 

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